Papà Marcello Gallo amava la musica. Quand’ero bambino e frequentavo le elementari portò a casa un flauto dolce in legno sperando che l’esca potesse funzionare. Io rimasi affascinato e abboccai… Fu l’inizio di un percorso musicale lungo, impegnativo ma anche meraviglioso.
Mi piace ricordarlo seduto in poltrona ad ascoltarmi mentre studiavo Bach all’organo, o a leggere il giornale facendosi cullare dalle note (non sempre tutte corrette e piacevoli…).
Il suo brano preferito era il preludio-corale di Bach “Liebster Jesu wir sind hier” BWV 731, che bene lo rappresentava, in quanto recita: “Amatissimo Gesù, noi siamo qui per ascoltare te e la tua Parola”.
Negli anni trenta si era ammalato di tifo, nel corso di una epidemia che aveva ucciso intere famiglie a Moncalvo. Non solo, aveva anche fatto una ricaduta che all’epoca non lasciava scampo. Raccontava che sua mamma, la nonna Gina, gli aveva messo una immagine di Santa Rita da Cascia, la santa degli impossibili, sotto il cuscino e l’aveva pregata incessantemente: probabilmente l’ultima cura possibile in quel momento storico.
Si sentiva, quindi, fortunato e ha cercato di vivere con rispetto per la vita.
Non l’ho mai sentito dare giudizi negativi sulle persone o parlarne male… io, pur sforzandomi, non sono mai riuscito ad imitarlo. E credo avesse ereditato questa qualità da suo padre, mio nonno Pietro, che non ho mai conosciuto, se non nei racconti dei famigliari.
Molto severo con me e mia sorella Anna in gioventù, quando, giustamente, si sentiva responsabile della nostra educazione, con gli anni aveva fatto emergere il lato dolce del suo carattere. E compiuti ottanta anni si è sempre più affidato a noi, quasi a diventare figlio dei suoi figli, in quel misterioso movimento circolare che è la vita.
Ultimamente potevi trovarlo sulle panchine sotto casa a ricordare gli anni passati, oppure da Orazio e Debora a prendere il caffè con un biscotto, con il rischio che ti recitasse a memoria l’intera poesia “Piemonte” di Carducci o ti mettesse alla prova con il suo umorismo criptico.
Si è spento, nel sonno e nel suo letto, due mesi dopo la sua amatissima Carla, alle 2.30 del mattino di venerdì 22 maggio 2020.
Per una meravigliosa coincidenza era il giorno della festa di Santa Rita…
Spartito per organo: Liebster Jesu wir sind hier BWV 731

Lascia un commento